giovedì 31 luglio 2014

Behrami saluta il Napoli, nuova destinazione: Amburgo

"Non è successo nulla di grave o particolare. In un allenamento ho solo chiesto a Behrami, Dezmaili e Duvan se erano stanchi e preferivano rientrare negli spogliatoi in anticipo oppure volevano proseguire. Behrami ha detto che preferiva rientrare e io gli ho dato l'ok. Tutto qui. Questo significa che aveva il mio permesso". Queste le ultime parole di Rafa Benitez su Valon Bherami ceduto all'Amburgo, domani il centrocampista effettuerà le consuete visite mediche con la nuova società e solo dopo si darà l'ufficializzazione della vendita. 

La cifra è di 5 milioni di euro sempre utili per fare cassa e prendere il nuovo centrocampista. La vicenda Bherami si può tranquillamanete accostare ad un copione della Commedia all'Italiana dove i due protagonisti si amano ma c'è sempre uno dei due che usa la nota frase "ti amo ma non posso stare con te" la classica frase che non significa perfettamente nulla ma qualcosa si deve pur dire per rompere un rapporto. Considerando e notando le ultime foto di Bherami nel ritiro di Dimaro era visibile che con il gruppo, Benitz incluso, ci stava bene infatti in alcuni "tweet" del giocatore faceva trapelare la sua tristezza di andare via dal Napoli e da Napoli. Qualche appunto bisognerebbe farlo al suo enturage. Proporsi ad un'altra squadra, in questo caso l'Inter, senza avvisare la società di appartenenza non è sinonimo di rispetto delle parti. Comunque dall'arrivo di Benitez, lo svizzero ha avuto sempre meno spazio. Il suo modo di giocare andava benissimo con Mazzarri, un guerriero in campo ma con piedi non proprio gentili. Cosa che non va bene con Benitez. Fa pensare, e non poco, che abbia accettato l'Amburgo. Con tutto il rispetto per i tedeschi ma non ci sembrano questo squadrone ma chi va per questi mari questi pesci prende. Bastava parlare chiaro con il Napoli e De Laurentiis non avrebbe detto mai di no ad un desiderio di un giocatore che a Napoli tutti hanno voluto bene. 

Proprio il presidente ringraziando il giocatore dice "Behrami è stato un fantastico guerriero, perfetto per Mazzarri. Ha sofferto l’arrivo di Benitez ma ha sempre onorato la maglia azzurra e per questo lo ringrazio. Ogni volta che è stato in campo ha dato sempre il massimo, ma deve giocare nel ruolo in cui ama giocare. Aspettiamo il responso delle visite mediche, poi si chiuderà l’affare". Tornando al Napoli sembra in dirittura di arrivo l'acquisto di Fellaini, il Manchester sta vagliando l'ipotesi del prestito con diritto di riscatto fatta dal Napoli. La società inglese vorrebbe sempre cedere il giocatore a titolo definitivo per una cifra che si aggira sui 19 milioni di euro. L'importante è che le due società lo facciano in tempi brevi, tra l'inizio dei preliminari e del campionato. Il tempo è poco per assimilare bene gli schemi di Benitez ed essere competitivi.
 di Francesco Ricciuto
                                                                                     

mercoledì 30 luglio 2014

Tifosi del Napoli: "Presidente non voti Tavecchio"

Dopo le frasi di Tavecchio, presidente della Lega Pro e candidato alla poltrona di Presidente della FIGC ("L'Inghilterra individua dei soggetti che entrano, se hanno professionalità per farli giocare, noi invece diciamo che Optì Pobà è venuto qua, che prima mangiava le banane, adesso gioca titolare nella Lazio e va bene così. In Inghilterra deve dimostrare il suo curriculum e il suo pedigree...") si sta scatenando una dura battaglia contro lo stesso Tavecchio e chiunque lo appoggi. Un appoggio importante glielo sta dando il presidente del Napoli, Aurelio De Laurentiis. Contrariamente alla chiara posizione presa da noi tifosi azzurri, lui prova anche a smorzare i toni: "stiamo dando un peso enorme a delle parole dette in malo modo. Si è fatto troppo rumore per una frase di cattivo gusto. Fa bene il governo a restare fuori da questa vicenda".
No Caro Presidente non sono frasi di cattivo gusto, bisogna chiamarle con il proprio nome: FRASI RAZZISTE, fanno più male le sue affermazioni che quello del personaggio Tavecchio. Un presidente di una società meridionale che ogni santa domenica in giro per l'Italia viene presa di mira da cori beceri e razzisti, fattori che portano solo all'odio e a conseguenze tragiche come quella di Ciro Esposito. Non può in nessun modo appoggiare, votare e sostenere un simile individuo. De Laurentiis a parte, come può Tavecchio ricoprire per quattro mandati la carica di presidente della Lega Pro con una fedina penale degna (e probabilmente migliore) di Genny la Carogna? Senza offesa per Genny. Il signor Tavecchio è stato processato e condannato cinque volte. È stato condannato a 4 mesi di reclusione per falsità in titolo di credito continuata in concorso. A 2 mesi e 28 giorni di reclusione, nel 1994, per evasione fiscale e dell’IVA. A 3 mesi di reclusione, nel 1996 per omissione di versamento di ritenute previdenziali e assicurative. A 3 mesi di reclusione, nel 1998, per omissione o falsità in denunce obbligatorie e nello stesso anno ad altri 3 mesi di reclusione per abuso d'ufficio e violazione delle norme anti-inquinamento. Oltre a multe complessive per oltre 7.000 euro. Un pedigree (usando le sue parole) di tutto rispetto. 

La mia domanda è semplice: ad un comune cittadino italiano con una fedina penale come quella che ha Tavecchio, permetterebbero di candidarsi a qualsiasi concorso pubblico, o di essere eletto per ben quattro volte presidente della Lega Pro? Ho seri dubbi. Il motivo che impedisce a De Laurentiis di fare un passo indietro e quindi togliere l'appoggio al succitato individuo è molto poco chiaro. Promesse da parte di Tavecchio? E su cosa? Per cosa? Non e' lo stesso De Laurentiis che in ogni intervista non manca mai di sottolineare che vuole un calcio moderno, con leggi moderne, con persone giovani di mente e di fatto, con larghe vedute e che stronchino il razzismo sul nascere? L'unico pensiero che possiamo fare su questo ostinato appoggio è che DeLa abbia letto nel pensiero di Tavecchio un discorso che va avanti da anni, quello dei troppi stranieri in ogni squadra e poca visibiltà da parte degli italiani. Però ci sono modi e modi per fare certe affermazioni, e lui ha scelto il peggiore. Ma a parte questo, resta pur sempre un controsenso: il numero uno azzurro nella sua squadra, quanti giocatori italiani possiede? E negli 11 che vanno in campo? Talvolta uno solo: Maggio, oppure due Maggio e Mesto. Quando proprio c'è il "pienone" gioca anche Insigne ed arriviamo a tre. Su undici. Ieri sera anche il Sassuolo ha ritirato l'appoggio a Tavecchio. Sono rimaste ancora 13 squadre che sostengono questo candidato. I tifosi del Napoli stanno chiedendo a De Laurentiis di farsi da parte in questa vicenda. La faccia, l'orgoglio e la dignità di sopportare il razzismo fuori da Napoli ce la mettono loro, ogni santa domenica.
di Francesco Ricciuto

lunedì 28 luglio 2014

Callejon protagonista contro il Kalloni

Ultima amichevole a Dimaro per il Napoli contro il Kalloni. Questa mattina dopo la visita del Cardinale Sepe e la relativa benedizione, il Napoli ha svolto un allenamento molto blando, provando più che altro punizioni e calci di rigore. Benitez contro i greci manda in campo: Rafel, Maggio, Koulibaly, Albiol, Britos, Radosevic, Jorginho, Callejon, Michu, Insigne, Zapata. In Panchina: Colombo, Ghoulam, Gargano, Vargas, Mesto, Vargas, Dimutru, Hamsik, Inler, Luperto, Pandev. Come si può vedere non ci sono nè Dzemaili nè Bherami.


Inizia la partita con il Napoli che fa capire subito al Kalloni che di amichevole c'è bene poco. Dopo 4 minuti Callejon lancia Maggio che s'invola sul fondo, mette al centro dell'area di rigore dove il portiere avversario rinvia sui piedi di Radosevic. Tiro a botta sicura deviato da un difensore. L'azione dopo Michu crossa per Zapata che da posizione ravvicinata mette alto. Callejon ha un passo superiore rispetto a tutti i presenti in campo e si nota. In ogni azione del Napoli c'è il suo zampino, cerca tantissime volte Lorenzo Insigne sull'altra fascia con passaggi millimetrici. Al 16' è proprio lo spagnolo a portare in vantaggio gli azzurri. Insigne sulla fascia sinistra cerca e trova Callejon sul lato destro, stop di petto e tiro a volo a girare che s'insacca alle spalle del portiere. Se i richiami di Benitez (leggi qua) verso l'ala spagnola fruttano questi risultati, deve farlo più spesso. In campo Callejon è dappertutto. Prova a far segnare sia Insigne che Zapata, li mette in condizione di arrivare davanti al portiere in più occasioni ma le conclusioni sono deviate o finiscono a lato. Al 26' è ancora Callejon a raddoppiare. Per la verità in modo fortunoso. Zapata dopo un buon dribbling tira a botta sicura, sulla traiettoria si trova (quasi involontariamente) Callejon che devia in porta rendendo vano l'intervento del portiere greco. Fortuna e mestiere. Il Napoli gioca un buon calcio, passaggi di prima senza mai buttare via la palla, Insigne e Callejon sono due spine nel fianco dei greci.  

Michu si sacrifica tanto, tocca pochi palloni ma cerca di essere sempre presente nella manovra. A questo punto della preparazione non gli si può chiedere di più, imparerà presto ad essere protagonista. Continua il momento fortunato di Callejon: entra in area e prova la conclusione. Tiro deviato dal numero uno greco sulle gambe di un suo compagno di squadra che fa carambolare il pallone in fondo alla propria rete: 3-0. Nel secondo tempo, solita girandola di sostituzioni. Entrano in campo tutti quelli della panchina. Il Napoli cerca le trame di gioco sulle fasce per poi accentrarsi e cercare Pandev o Dimitru. Vargas fa valere la sua velocità sulla fascia destra. Anche se, a dire la verità la porta greca non si vede più così di frequente. Un po' troppo leziosi gli azzurri. Bene cercare fraseggi tra i reparti ma è ancora meglio badare al sodo e trovare la rete. Infatti al 36' il Kalloni ne approfitta e va in gol sfruttando qualche disattenzione difensiva. Benitez, ovviamente, non manca di far notare che la concentrazione è calata. La partita non regala ulteriori emozioni: il Napoli batte il Kalloni 3-1.

di Francesco Ricciuto

Prima Callejon e poi Behrami, Benitez richiama tutti all'ordine

Due settimane di lavoro a Dimaro. Fatica, feste, presentazioni, la nuova maglia bella come sempre. Tutto fila per il verso giusto...ma poteva andare veramente tutto liscio fino alla fine? A Napoli non ci piace! Se la cosa è facile dobbiamo sempre trovare qualcosa per complicarci un pò l'esitenza. Andiamo per ordine: prima il caso Insigne. Venerdì sembrerebbe tutto rientrato con le scuse di Lombardo. Ieri mattina all'allenamento mattutino Benitez manda anzitempo Callejon negli spogliatoi reo di non impegnarsi a sufficienza. Apriti cielo! Tam tam sui social network "Callejon va via", "Callejon al Real". In un'ora tutto quello che di buono ha fatto il calciatore è stato buttato via con estrema facilità. Nell'allenamento pomeridiano: Callejon in campo contento e più che mai attento a ciò che diceva Benitez. Il mister spagnolo accusato sempre di essere troppo dolce con i calciatori, cosa non vera, un grande allenatore non ha bisogno di urlare minacciare o punire per farsi rispettare. Basta l'intelligenza e lui ne ha da vendere, ha pensato bene di ricordare a Callejon che è un grande giocatore, che l'anno scorso i suoi 20 gol sono stati tutti determinanti ma non deve cullarsi sugli allori. Anzi quest'anno più dell'anno scorso deve dimostrare di più il suo valore. Caso rientrato. 

Secondo nodo da sciolgere: nell'allenamento pomeridiano Benitez chiama Bherami per farlo entrare in campo nella partitella...il calciatore prende la casacchina di gioco e la scaglia a terra abbandonando il campo. Atteggiamenti che la società e Benitez non gradiscono sopratutto la società nella persona di De Laurentiis. A maggior ragione dopo aver saputo che un paio di mesi fa gli agenti di Bherami si offrirono all'Inter all'insaputa di tutto il Napoli. Da quel momento in poi il rapporto si è incrinato, il giocatore, lo ricordiamo tutti, aveva mal di pancia, infortuni all'alluce del piede, guai muscolari, poi è iniziato il Mondiale e abbiamo visto il miglior Bherami. Da qui la messa sul mercato dello svizzero: Bigon in queste ore sta in Germania, Amburgo per la precisione, per piazzare il calciatore. Adesso la domanda a noi tifosi viene spontanea: è un buon giocatore, a Napoli comunque ci sono solo 3 centrocampisti, le competizioni sono tre, vuoi vedere che non trovava spazio? e dove va? All'Amburgo squadra mediocre tedesca. Buona fortuna. Ritornando a Bigon in Germania, verrà ricevuto dalla societa di Rudy Voeller, sembra che i tedeschi accettino l'offerta per Kramer di circa 13,14 milioni di euro. Così Benitez avrà un altro tassello a suo favore. Oggi pomeriggio alle 17.30 il Napoli affronta in amichevole il Kalloni, squadra greca, altro test per vedre i progressi dei ragazzi di Benitez.
di Francesco Ricciuto

sabato 26 luglio 2014

Presentata la maglia ufficiale 2014/2015

Presentate le nuove maglie del Napoli 2014/2015, sesto anno con la Macron. Il colore della maglia è l'azzurro classico, la differenza con le maglie degli anni passati sono alcuni piccoli particolari. Partiamo dal colletto a polo impreziosito su una fantasia principe di Galles, sia all'interno che nel risvolto. Al di sotto del colletto è stata posizionata la coccarda della Coppa Italia sul lato sinistro, a destra lo stemma della società. Al centro posizionato lo sponsor principe, Acqua Lete in rosso, subito sotto il nuovo marchio pubblicitario: Pasta Garofalo

Le maniche della maglia hanno un bordino bianco, lo troviamo anche sulla parte posteriore della maglia. In più c'è il ricamo Ssc Napoli in corsivo ed il simbolo del club stampato nel tessuto. I calzoncini sono totalmente di colore bianco fatta eccezione per un bordino azzurro sul retro dello stesso. I calzettoni azzurri con una fascia centrale bianca con il nome della società. Sotto il numero di maglia la "N". Formisano si è detto soddisfatto del lavoro con la Macron: "Siamo soddisfatti del rapporto con la Macron, siamo l'head club e ci permettono di lavorare con tranquillità su qualsiasi innovazione. La maglia costerà 80 euro, già disponibile nel nostro store. L'anno scorso la maglia che ci ha contradistinto è stata quella camouflage, questa'nno la terza maglia sarà una vera sorpresa per i nostri tifosi. Il nostro sogno è vedere al  San Paolo tutti i tifosi con la maglia del nostro Napoli".

di Francesco Ricciuto


Insigne mette in riga il clown Lombardo

Ieri sera a Dimaro, il Napoli è stato presentato ai 5.000 tifosi arrivati in Val di Sole per conoscere i nuovi acquisti e salutare chi già appartiene al Napoli. C'erano i comici di Made in Sud che hanno intrattenuto sia i tifosi che la squadra con la loro comicità. C'era il Sindaco che, ringraziando la società di De Laurentiis, spera che il connubbio tra le due parti si rinnovi per tanti anni ancora. Tutto secondo copione, tutto come doveva essere..ma come sempre quando si parla del Napoli, dobbiamo aspettare fino alla fine per dire che è andato tutto come previsto. 

Durante la presentazione della squadra, infatti, il presentatore tale Nicola Lombardo in forza al Napoli Calcio come responsabile delle comunicazioni  dal 2012, con il suo vestitino color vaniglia, mano destra sempre in tasca e passeggiata sul palco avanti e indietro alla Mario Merola durante una sua esibizione canora molto intensa, chiamava uno per uno i calciatori pensando di fare il brillante quando è arrivato il momento di Insigne. Da premettere che tutta la festa è stata molto sobria, dai comici ai cantanti, tutti hanno rispettato la memoria di Ciro Esposito, di sicuro a Dimaro se il destino non lo portava via. Dicevamo: Lombardo chiama Insigne e gli ordina, sì ordina e non chiede, di parlare napoletano ai tifosi, si vede chiaro che il volto di Insigne e di qualche altro compagno di squadra  si rabbuia. Non contento Lombardo  gli chiede di fare il monello "perchè Lorenzo tu sei il monello della squadra" a questo punto Insigne si tira indietro. Si rifiuta di parlare ed è visibilmente nervoso. Adesso mi verrebbe da chiedere a Lombardo: tu sei un dirigente del Napoli, in piazza ci sono 5.000 tifosi,  ci starà qualche trentino anche se Insigne parlava napoletano o faceva lo scemotto come tu volevi che fosse, cosa cambiava? Noi Lorenzo lo conosciamo e se tu non lo sai ancora è un professionista serio, viene da un Mondiale, tu lo tratti da clown del paese? 

A questo punto tu Lombardo torna nelle tue feste di quartiere e se De Laurentiis vuole una società forte iniziasse a fare piazza pulita di questi personaggi, grazie a Lombardo stamattina stiamo in prima pagina su tutti i giornali e Lorenzo Insigne ne esce con le ossa rotta, la parola più gentile che gli è stata scritta è buffone! Penso di aver  dato anche troppo spazio a questa persona, vi chiedo scusa, ma determinati atteggiamenti in una società che vuole essere tra le grandi non devono manifestarsi. Nella notte dopo aver fatto le visite mediche a Roma è tornato anche Gonzalo Higuain, non meno di 3.000 tifosi ad aspettarlo nonostante l'ora. Porta con se l'augurio fattogli da Maradona, diventare capocannoniere e vincere lo scudetto. A proposito dello scudetto, una parola che sta venendo fuori con troppa semplicità. E' giusto mirare in alto! Ma quella parola, detta una volta può bastare, poi devono seguire i fatti. 
di Francesco Ricciuto

venerdì 25 luglio 2014

De Laurentiis su Reina: "dev'essere lui a volere Napoli"

Oggi a Dimaro nono giorno di allenamento. Provati come sempre movimenti di attacco e della difesa in modo da farsi trovare subito pronti per il prelimare della Champions. In sala stampa presenti De Laurentis ed il preparatore atletico Paco De Miguel, uomo di fiducia di Rafa Benitez. Al preparatore degli azzurri gli viene chiesto a che punto è la forma fisica dei ragazzi attualmente e come si presenteranno ai prelimari. "Sia il mondiale che il preliminare renderanno complicato portare i giocatori ad un livello fisico ed atletico ottimale. Lavorare solo 15 giorni sotto questo punto di vista non è semplice, ma c’è un aspetto positivo" ha spiegato De Miguel. "Restare fermi solo tre settimane è molto meglio che restare senza allenarsi per un mese e mezzo, in questo modo non si perde del tutto la condizione. Marek si è presentato in ritiro con una forma eccezioanale, per lui sarà una stagione fenomenale".  
Paco De Miguel spiega anche il suo duraturo rapporto con Benitez conosciuto ai tempi del Liverpool. "Io e Rafa ci capiamo su tutto, siamo entrambi laureati in Scienze Motorie ed abbiamo sintonia anche per questo, non perdiamo tempo a spiegarci. Lo raggiunsi al Liverpool perché capii che la sua calma sarebbe stata il suo punto di forza .Tutto quello che noi facciamo è in funzione del modulo dell’allenatore, con la palla riusciamo a preparare i giocatori a correre tanto. Resistenza, velocità e forza si raggiungono attraverso esercizi specifici. Tutta la rosa deve essere sempre al massimo, se qualcuno pensa di non giocare mai allora non renderà in allenamento. Per quantità di metri percorsi in Italia si corre di più, in Premier League c’è solo più intensità". La parola passa al presidente De Laurentiis, chiarisce quanto detto ieri nel suo discorso dove veniva tirato in ballo Mazzarri. "Io devo difendere anche i ruoli. Io ho sempre voluto uno in più piuttosto che uno in meno, e non dico che altri non la pensavano così se no domani esce un altro titolo in prima pagina. Talvolta si può creare una frangia all'interno dello spogliatoio che può creare problemi. Benitez sa interfacciarsi umanamente e tecnicamente". Quindi conclude il suo intervento parlando di Pepe Reina "deve essere Reina a dire che non può stare senza vedere Napoli. Se lui dovesse dirlo, noi siamo pronti ad accoglierlo ma potrebbero farlo anche altri come il Liverpool o altri". Sappiamo tutti che il giocatore  vuole tornare a Napoli, lo ha fatto capire bene su twitter Il Liverpool è in America per la tournée, i dirigenti devono valutare se accettare la proposta del Napoli, 3.5 o al massimo 4 milioni di euro, oppure tenere in rosa il portiere con un sontuoso ingaggio e che per di più non rientra nelle grazie dell'allenatore, Rodgers.
                                                                                                                                      di Francesco Ricciuto

giovedì 24 luglio 2014

Insigne: "Benitez sa come si vince"

In sala stampa a Dimaro si presenta  Lorenzo Insigne, tranquillo più che mai, più sicuro rispetto agli anni passati. Gli viene posta subito una domanda sul mondiale che non lo ha visto protagonista "Il Mondiale? E' stata una grande esperienza, sono stato contento di aver fatto parte di quel gruppo, anche se non è andata nel migliore dei modi. Le parole di Buffon e Prandelli? So di alcune dichiarazioni sui giovani, che Prandelli si aspettava di più da me, ma credo che si perda e si vinca insieme, come gruppo". Non si sbilancia il buon Lorenzo, si vede che vorrebbe dire di più, ma si mantiene sul vago, la teoria dei panni sporchi che si lavano in famiglia l'ha fatta sua. Inevitabilmente gli riportano le parole di De Laurentiis, vincere lo scudetto "De Laurentiis vuole vincere lo scudetto? Sono d'accordo, dobbiamo continuare a lavorare come abbiamo iniziato a fare l'anno scorso col mister. Anche i nuovi arrivi, dobbiamo integrarli subito e creare una mentalità vincente per vincere lo scudetto. Se il Napoli è più forte dello scorso anno? Molti sono ancora in vacanza dopo i Mondiali, è presto per dirlo, ma partiremo con una mentalità diversa dall'annno scorso"

Deciso come non mai, si nota subito che vuole essere protagonista quest'anno, mettersi al servizio della squadra per arrivare tutti insieme all'obiettivo finale. "Il mio obiettivo è continuare a lavorare, migliorare e vincere qualcosa col Napoli nella prossima stagione. L'interesse dell'Arsenal? Se ne occupa la società,  sono lusingato ma per ora sto bene qua e voglio vincere con il Napoli, quest'anno voglio aiutare la squadra facendo più gol e vincere qualcosa di importante. In Italia ci sono tanti giovani, le società italiane devono puntare su molti giovani presenti in Italia, che sono molto bravi ma ai quali non viene data la fiducia che meriterebbero". Gli viene posta la domanda sull'attuale posizione in campo, se gli è congeniale "per ora sto bene così, quando non mi starà bene la posizione in campo parlerò col mister, ma per ora sto bene in campo e darò il massimo in quella posizione. Sia a destra che a sinistra il ruolo è uguale, non cambia nulla. Rispetto al modulo col quale giocavo, ad esempio, nel Pescara con Zeman, ora mi sacrifico un po' di più ma l'importante è dare una mano alla squadra. I tifosi amano l'attaccante che fa gol, ma personalmente anche se il gol non arriva, l'importante è che dia una mano alla squadra".

L'ultima domanda che gli viene rivolta riguardo ai nuovi acquisti ed al primo turno peliminare di Champions "Koulibaly e Michu? Ci daranno una mano importante in campionato e nelle coppe. Ci sono tanti giovani bravi, come Romano, mio fratello Roberto, altri ancora, ma devono fare esperienza in C e in B per mettersi in mostra e poi arrivare in serie A. La concorrenza aiuta a crescere, chi va in campo sa che deve lottare, perchè c'è qualcun altro pronto a subentrare, dobbiamo farci trovare tutti pronti a dare una mano alla squadra. Preliminare di Champions? La prima partita sarà fondamentale, dovremo restare coesi e poi dare il massimo anche nella gara di ritorno per conquistare la Champions". L'ultimo pensiero di Lorenzo Insigne va a Pepe Reina "Se peserà la mancata conferma di Reina? Sì, è un portiere d'esperienza che ci ha dato sicurezza, ma Rafael anche se è giovane, ha già tanta esperienza. E' un grande portiere e ci farà stare tranquilli". Tranquillo lui, tranquilli noi.
di Francesco Ricciuto

Rafael, poche parole e tanto lavoro


Rafael Cabral Barbosa, secondo portiere del Napoli, si è ripreso da un brutto infortunio. Tantissimo tempo passato più nei centri di recupero atletico che in campo. Ha guardato in tv sia la parte finale del campionato del Napoli che del suo Brasile ai mondiali soffrendo non poco, chissà senza infortunio un posto nella Selecào lo poteva conquistare. Ieri il giocatore in un'intervsita ha espresso tutta la sua gioia nel poter stare in campo con i compagni. "Innanzitutto voglio ringraziare tutto lo staff medico sia del Santos che del Napoli che mi hanno aiutato tantissimo. Sono molto felice, sto facendo doppia seduta ogni giorno e mi sento molto bene e prontissimo per affrontare la stagione".

In attesa che ritorni Pepe Reina, sta dividendo la porta con Colombo e Andujar, ognuno di loro cerca di strappare il ruolo del secondo portiere e tutti stanno dando il meglio. Rafael non manca di ringraziare il portiere spagnolo "Pepe è un amico, una persona sincera vera, ci siamo visti anche in Brasile. Mi ha dato tanto ed io sono un suo tifoso sempre. Io credo che abbiamo portieri molto bravi qui, lavoriamo tanto e mi sto trovando in piena sintonia". Rafael Cabral è un'atleta di Cristo, come tanti suoi connazionali, molto credenti, molto legati alla famiglia. Le uniche e sole forze che hanno dato la spinta giusta nel pieno recupero dall'infortunio: "la famiglia. Ho perso mia madre a 13 anni, ma ho avuto tanti familiari e amici attorno. Ho attraversato varie difficoltà che però per fortuna mi hanno aiutato a crescere ed a maturare presto. Ho superato due infortuni ed ora mi sento davvero forte, oltre alla famiglia devo tutto anche all'aiuto di Cristo che non mi ha mai lasciato solo".
Nell'ultima domanda gli viene chiesto quali sono i suoi sogni. "Sogni ne ho tanti, ma nel calcio bisogna lavorare per vincere. Puntiamo a tutto, a vincere lo scudetto ed a fare strada in Champions. Vestire la maglia del Napoli è una grande gioia e voglio raggiungere il massimo livello perché qui c’è una tifoseria spettacolare e vorremmo vincere insieme a loro qualcosa di importante". Noi tutti gli auguriamo e ci auguriamo che i suoi sogni si avverino e far capire ai giocatori del Napoli che il tifo visto fino a questo momento non è paragonabile a quello che succederà in caso di vittoria finale.
Francesco Ricciuto

mercoledì 23 luglio 2014

Dimaro, De Laurentiis un fiume in piena

Ieri sul palco di Folgarida il presidente del Napoli si è concesso alle domande, sia dei tifosi che dei giornalisti, per la verità non c’è stato bisogno di fare tante domande, lo conosciamo, non ha peli sulla lingua. Quando ha qualcosa da dire lo fa senza problemi, senza paura di offendere o incolpare qualcuno, lui parla sempre chiaro. Così è stato alla prima domanda riguardante Antonio Conte e da lì in poi è andato avanti senza freni, facendo capire chiaramente che il rapporto con Mazzarri era abbastanza incrinato. "Antonio Conte è andato via dalla Juventus perchè ha capito che sarebbe stato molto complicato vincere ancora, soprattutto in Europa.
 

Il presidente ha indugiato un po’ e poi ha iniziato a parlare a ruota libera su Mascherano "Il calciomercato Napoli? E' sempre aperto. Non è facile trovare i tasselli giusti, ma parliamo con Bigon e Benitez ogni minuto. Sento sempre parlare di Mascherano, ma bisogna vedere se ce lo venderanno, se vorrà venire, quanto guadagna e quanto dovremmo pagarlo. Preferisco i calciatori giovani". Sposta il discorso sullo scudetto "Scudetto? Voglio vincerlo, siamo maturi per arrivarci. Ci conto per quest'anno. Mazzarri mi diceva sempre: 'Presidente, neghi tutto, perchè poi i tifosi non si accontentano'. Io invece le bugie non le amo, perciò dico che questa stagione tenteremo di ottenere il Tricolore". Da questo momento in poi inizia la sua disamina sull’ex allenatore Mazzarri “C'è anche da ammettere che non tutti gli allenatori hanno la stessa umanità di Benitez. Vargas? Ho offerto 11 milioni per prendere Verratti all'epoca, mi fu detto che ogni tanto faccio di testa mia, così come lo scorso anno ho fatto per Higuain. Mi fu detto sempre da questa persona che se fosse venuto Verratti lui non lo avrebbe fatto giocare in prima squadra, quindi richiamai quelli del Pescara dicendo che con questo allenatore non avrei potuto più prendere il giocatore. Con Vargas feci di testa mia e lo presi per 12 milioni. Se però l'allenatore non parla con lui e non gli fa capire come giocare, come fa lui a capirlo? Se poi lui è anche introverso tra l'altro come fa a rendere bene? L'allenatore poi non parlava nemmeno la sua lingua tra l'altro. Adesso tornerà con noi qui in ritiro, se Rafa lo vorrà e lo considererà dei nostri ce lo terremo, altrimenti lo venderemo". 
Il suo ultimo pensiero lo rivolge a Mario Balotelli, non è la prima volta e non sarà l’ultima che il calciatore verrà e viene accostato al Napoli "Balotelli al Napoli? Mario è il prodotto gonfiato dai media, e assecondato da chi lo deteneva. E' un ragazzo come tutti i miei giocatori del Napoli, lui però ha vari problemi magari anche familiari forse, bisognerebbe andare a vedere che tipo di educazione ha avuto e soprattutto quanto ciò lo ha condizionato nelle squadre in cui ha militato e quanto gli allenatori lo hanno aiutato". Come sempre De Laurentiis non le manda a dire, può risultare antipatico, visionario ma se decide che la strada da seguire è quella, non ci sono ostacoli che lo fermino comportandosi in maniera più che educata. Ascoltando quanto ha detto, Mazzarri ha avuto fin troppo tempo per stare seduto sulla panchina del Napoli ma pensiamo al futuro. Pensiamo al Napoli che Benitez sta portando avanti, aspettiamo che il sogno di  milioni tifosi del Napoli che aspettano da troppo tempo, si avveri.
di Francesco Ricciuto

Precampionato, le impressioni di Rafa Benitez e il mercato

Dopo aver svolto una settimana di lavoro a Castelvolturno per poi trasferirsi a Dimaro, Rafa Benitez giudica i suoi giocatori sul lavoro fatto fino all’amichevole. "E' stato un buon esordio, anche se avevamo pochi giorni di lavoro nelle gambe la squadra mi è piaciuta e si è mossa bene, sono contento per il gol di Marek che ha aperto la stagione e molto bello anche la rete di Dumitru. Koulibaly è stato molto bravo ed ha mostrato subito personalità. Positivo anche lo stralcio di partita di Michu che ha avuto un buon approccio alla nostra nuova realtà. Si sono viste in generale anche giocate di qualità e questo è buon segno". I metodi di allenamento di Benitez sia in Inghilterra che in Spagna erano molto seguiti, in Italia si sta ripetendo la stessa storia. In questi giorni si sono visti sul campo di allenamento Di Carlo e Maran, ospite del Napoli e dello spagnolo, hanno chiesto ed ottenuto di poter vedere come lavora, la sua metodologia con tanta mentalità europea, altro risultato positivo che Rafa ha ottenuto da quanto sta a Napoli.

Torniamo al mercato del Napoli. Su Kramer si è espresso Voeller, non in modo entusiasta, chiaro gico al rialzo, visto che il giocatore è stato dato in prestito ad un’altra società tedesca. Se faceva parte dei piani del Leverkusen, scusate tanto il giocatore me lo tengo. Bigon e Benitez non si sono fatti prendere alla sprovvista, la lista consegnata a Bigon dal mister è lunga. Sono state chieste informazioni all’Atletico Madrid di Simeone su Mario Suarez, il Napoli inserirebbe nella trattativa Valon Bherami. Simeone non è molto contento dell’offerta, lo svizzero ha avuto offerte anche dalla Germania (Amburgo). Ci si è rivolti al Liverpool sia per Lucas Leiva, che per Sandro. Il primo potrebbe arrivare con la formula del prestito, gli inglesi hanno sparato alto secondo il Napoli, due milioni sono tanti. Sì, il giocatore ha tanta esperienza ma nella sua carriera ha avuto anche tanti infortuni. Per il secondo invece è il Napoli che si è bloccato sentendo il suo ingaggio: 4 milioni di euro. In partenza Dzemaili è stato richiesto sia dal Valencia che Siviglia, si sta trattando sulla cifra. Uomini di fiducia di Benitez hanno visionato altri due giocatori per completare il centrocampo azzurro: l’americano Yedlin del Seattle, la sua valutazione è circa tre milioni e l’ivoriano del Tolosa Serge Aurier, classe '92 e valutazione di 6 milioni di euro.

di Francesco Ricciuto

martedì 22 luglio 2014

Coppa Italia, il Napoli giocherà il 14 gennaio

Oggi nella sede della Lega a Milano, si è svolto il sorteggio della Coppa Italia. 78 squadre iscritte, il Napoli vincitore dell’ultima coppa sarà testa di serie e giocherà a partire dagli ottavi di finale in programma il 14 gennaio. Sempre che tale data non coincide con le altre competizioni della squadra. I partenopei, inseriti nella parte sinistra del tabellone affronteranno la squadra vincente dei preliminari. L’Udinese è la più accreditata, per poi in caso di passaggio del turno affrontare l’Inter di Mazzarri al San Paolo. Dalle semifinali in poi le gare saranno in doppio turno: andata e ritorno. Nell’altra parte del tabellone ci sono la Roma e la Juventus. Gli azzurri li potranno incontrare solo in caso di finale il 7 giugno 2015 (data provvisoria che potrebbe essere sostituita con mercoledì 20 maggio).

Le Date:

Primo turno eliminatorio: sabato 09 e domenica 10 agosto 2014

Secondo turno eliminatorio: sabato 16 e domenica 17 agosto 2014

Terzo turno eliminatorio: sabato 23 e domenica 24 agosto 2014

Quarto turno: martedi 2, mercoledi 3 e giovedi 4 dicembre 2014

Ottavi di finale: mercoledì 14 gennaio 2015

Quarti di finale: mercoledì 4 febbraio 2015

Semifinali (andata): mercoledì 4 marzo 2015

Semifinali (ritorno): mercoledì 8 aprile 2015

Finale: domenica 7 giugno 2015 Milano, San Siro 
(data di riserva: mercoledì 20 maggio 2015)

di Francesco Ricciuto

Napoli, annunciata la campagna abbonamenti 2014/15

A Dimaro non solo allenamenti ed amichevoli. E' stata presentata la nuova campagna abbonamenti per la stagione 2014/1015. De Laurentiis non ha ritoccato il prezzo dei tagliandi lasciandoli per il secondo anno di seguito invariati. Per la campagna abbonamenti è stato rinnovato il contratto di partnership con la società Prestitempo, che da la possibilità di dilazionare l’intero costo dell’abbonamento in rate.

 
QUESTI I PREZZI:

Curva: 275,00 € + 5,00 € di prevendita;

Distinti: 570,00 € + 5,00 € di prevendita;

Tribuna Nisida: 600,00 € + 5,00 € di prevendita

Tribuna Posillipo: 1140,00 € + 10 € di prevendita

Tribuna d’Onore: 2500,00 € + 10 € di prevendita

Invariata anche la tariffa delle donne, degli under 14 e over 65. Come si può notare sono gli stessi dell’anno scorso. Il numero uno azzurro ancora una volta ha mantenuto la parola di non aumentare i prezzi, sperando di superare le quote dell’anno scorso. Sarà aperto il Varco n.6 del San Paolo, per tutti quelli che vorranno acquistare il tagliando. I vecchi abbonati avranno diritto alla prelazione dal 24 luglio al 31 luglio. In più avranno anche il diritto di prelazione sull’acquisto dei biglietti per la Champions e Coppa Italia. Alessandro Formisano, responsabile della campagna abbonamenti, fa sapere anche che: chi non è in possesso della tessera del tifoso, può acquistare per 20 euro la Fan Away Card, sempre nel rispetto delle leggi del Ministero dell’Interno.

Formisano nella presentazione da chiarimenti anche per chi vuole acquistare con Prestitempo "Offriamo la possibilità di finanziamento in dodici mesi a tasso zero: il finanziamento si può ottenere presso il botteghino dello stadio con un valido documento di riconoscimento, il codice fiscale e una busta paga". Quindi grazie alla nuova formula della FanCard, disponibile in 1.100 agenzie dislocate in tutta Italia, ed ai vari sistemi Voucher, è diventato più facile e veloce acquistare il tagliando.

di Francesco Ricciuto

lunedì 21 luglio 2014

Hamsik e Dumitru aprono la nuova stagione del Napoli

Prima amichevole del Napoli contro il Feralpi Salò. Questa la formazione del Napoli scesa in campo: Rafael; Mesto, Koulibaly, Luperto, Britos; Jorginho, Romano; L. Insigne, Hamsik, Callejon, Duvan. In panchina: Colombo, Anastasio, Ciano, Dumitru, Fornito, Maggio, Maiello, Michu, Pandev, R. Insigne, Radosevic.  All. Benitez.

Il tecnico spagnolo schiera Rafael in porta, tiene a riposo Albiol, manda in campo il giovanissimo Romano (mediano classe '96) di Pollenatrocchia, in questi giorni di ritiro lo sta schierando sempre con gli ipotetici titolari, insieme a Jorginho. Hamsik, Callejon e Lorenzo Insigne che spesso aiuta in attacco Duvan Zapata. Il Napoli parte subito forte costringendo il Feralpi a rifugiarsi più volte in calcio d’angolo. Prima Zapata, spalle alla porta, riesce comunque a tirare forte. La conclusione viene deviata sopra la traversa. Poi una giocata di Hamsik per Insigne, costringe ad un intervento affannoso la difesa avversaria. Il pallone però continua a non entrare. Dal 18 minuto in poi c’è un minishow del portiere del Feralpi: dribbling stretto di Hamsik ben deviato in angolo. Quindi ci prova Duvan ed infine Insigne. Il numero uno avversario para tutto. Il Feralpi si affaccia un paio di volte nella metà campo azzurra senza creare preoccupazioni. La gara si sblocca al 38': splendida azione firmata da Insigne ed Hamsik, uno due micidiale che permette allo slovacco di dribblare anche il portiere prima di segnare a porta vuota. Primo gol del Napoli, primo gol di Hamsik. Nei 7 minuti finali del primo tempo: una punizione dal limite di Pinardi che Rafel controlla senza problemi e poi nient'altro.

Secondo tempo e Benitez opera quasi tutti i cambi a disposizione: Anastasio, Maggio, Pandev, Dumitru, Roberto Insigne e Maiello al posto di Callejon, Lorenzo Insigne, Romano, Britos, Luperto e Jorginho. Al 51 minuto è proprio Dumitru a siglare il 2- 0 con un gran tiro a giro. Da segnalare anche il primo svarione difensivo di Koulibaly ma il Feralpi Salò non ne approfitta. Al 62° minuto entra in campo Michu per Hamisk. Esce anche Rafel per Colombo. Il Napoli ne approfitta in questa frazione di gioco per rafforzare l’intesa tra i reparti, la fanno da padrona passaggi e fraseggi. I giocatori azzurri si cercano con buona frequenza, anche perché l’avversario (Lega Pro prima divisione) lo permette. Non succede più nulla fino alla fine. I 2.000 tifosi azzurri che hanno riempito la tribuna di Dimaro applaudono il nuovo Napoli di Benitez. I calciatori vanno dai tifosi per ringraziarli, i più acclamati, nemmeno a dirlo: il capitano Hamisk e Lorenzo Insigne. Finisce 2-0.

di Francesco Ricciuto

Rudy Voeller: "Kramer non giocherà nel Napoli"

A Napoli è in corso il remake di "Kramer contro Kramer". Un giorno l’arrivo, per l'appunto, di Kramer è dato per certo con le due società d’accordo su tutto (e finanche il giocatore che accetta le condizioni del Napoli), il giorno dopo esce fuori qualche altra notizia che allontana il tedesco. Questa mattina è stata la volta di Rudy Voeller, ex attaccante della Roma, D.S. del Bayer Leverkusen e proprietario del cartellino del giocatore che interessa al Napoli. "Conosco queste voci di mercato perché sono mezzo italiano - ha spiegato Voeller - Dopo una stagione molto buona in Bundesliga e la grande Coppa del Mondo in Brasile è anche normale che ce ne siano, ma il ragazzo giocherà un altro anno al Borussia Moenchengladbach e poi tornerà da noi al Leverkusen (ha un contratto fino al 2017). Lui è parte integrante dei nostri piani per le prossime stagioni e dunque non lascerà la Germania".  
Ma noi che non siamo nati ieri, capiamo che si tratta del classico gioco al rialzo. Il Napoli offre 12 milioni più bonus, i tedeschi vogliono non meno di 15 milioni più bonus. Scusatemi tanto ma il ragionamento dei tedeschi ha qualche falla. Se Voeller dice che il giocatore fa parte del progetto e deve stare in prestito ad una squadra di media classifica…qualcosa non quadra. Io società, Bayern Leverkusen, ho un giocatore forte, Campione del Mondo, gli dico che non ha il posto assicurato in squadra e quindi lo mando in prestito…il progetto dove sta? Il giocatore intervistato ieri, è stato "strafelice" della telefonata avuta con Benitez, dove a differenza del suo club, gli ha assicurato un posto negli 11 titolari. Sarebbe il perno tra centrocampo e attacco. "È vero, c'è un contatto con il Napoli, l’offerta è interessante, soprattutto perché Benitez è un grande allenatore. Ma al momento non posso dire altro". Queste le parole del calciatore. Passano gli anni, cambiano le mode. Negli anni passati, per alzare il costo del cartellino del giocatore veniva fuori la storiella dei diritti d’immagine. Poi sbucava la classica frase denigratoria "siamo contenti del Napoli ma abbiamo qualche remora sulla città...". La verità poi è che chiunque viene a Napoli si innamora subito del popolo e della città stessa. Vedi Mertens ed Hamsik.

Bigon e De Laurentiis in questi anni hanno maturato esperienza. Sanno che tutti giocheranno al rialzo con il Napoli. Di sicuro non aspetteranno i tedeschi, l’offerta è stata fatta, si stanno muovendo anche su altri fronti. Stanno seguendo le piste che portano a Lucas Leiva e Sandro. Ma...mentre il primo è un obiettivo più alla portata, lo si può prendere con la formula del prestito, per il secondo il prezzo oscilla tra i 18 e i 20 milioni di euro. Una cifra che farebbe comodo al Tottenham, interessato anche a Dzemaili e Behrami che di conseguenza farebbe scendere il costo (in contanti) del cartellino. Nell'attesa di mettere a segno qualche altro colpo di mercato, Benitez sta lavorando molto in ritiro. Soprattutto sull'aspetto tattico. Non è escluso che, in qualche occasione, l'allenatore spagnolo possa utilizzare un modulo diverso dal consolidato 4-2-3-1. Quest'ultimo resta senza ombra di dubbio il punto fermo del Napoli, ha dato buoni risultati la scorsa stagione ed è stato metabolizzato dalla maggior parte della rosa. Don Rafè però sta valutando anche l'ipotesi di un 4-3-3, cambiando quindi posizione ad Hamsik (tema che per tutto il campionato scorso ha tenuto banco in molti salotti televisivi). Staremo a vedere. Come sempre massima fiducia a Benitez ed ai nostri azzurri! 

Forza Napoli!!!

di Francesco Ricciuto

domenica 20 luglio 2014

Dimaro, azzurri determinatissimi: "vogliamo fare sempre meglio"

Quarto giorno di allenamento per il Napoli a Dimaro. La preparazione procede a ritmi serrati. Mister Benitez prova già schemi d’attacco e difesa, ha anticipato un po’ i tempi visto la disputa dei preliminari di Champions che il Napoli dovrà affrontare il 19-20 agosto (andata) e 26-27 (ritorno). Il Napoli come teste di serie aspetta una delle vincenti tra: Dnipro-Copenaghen; Feyenoord-Besiktas; Grasshoppers-Lille; Standard Liegi-Panathinaikos; Ael Limassol-Zenit. Nel caso passasse lo Zenit, diventerebbe testa di serie e verrebbe inserita la squadra spagnola dell’Atletico Bilbao. Lo scopriremo l’8 agosto. Torniamo ai nostri azzurri a Dimaro. Ieri sera c’è stato l’incontro con i tifosi, circa 2.000 sia allo stadio che sotto il palco, in rappresentanza dei giocatori c'erano: Zapata, Mesto, Colombo e Jorginho. Prima che iniziasse la festa, c’è stata la sorpresa di capitan Hamsik, osannato dai tifosi, lo slovacco ha risposto con lo stesso amore:

Sicuramente ce la metteremo tutta per fare meglio dell’anno scorso e disputare una grande stagione. L’anno scorso non ho potuto dare il massimo contributo ma ci ha pensato la squadra e questa volta sono io a voler dare una mano ai miei compagni. Ringrazio i tifosi per questo affetto e la vostra passione ci dà una grande carica.

La parola passa a Colombo, il più anziano della squadra "Sono felice di essere qui e poter fare ancora da “zio” ai miei compagni – scherza Roberto – ho tanta esperienza e la fortuna di avere al fianco portieri fortissimi. L’anno scorso Pepe Reina ha fatto cose straordinarie e adesso c’è Rafael che è un ragazzo eccezionale, ha giocato nel Santos che è una garanzia in Brasile ed è un portiere di grande qualità. Sono a disposizione del gruppo e sono certo che questa potrà essere una stagione importantissima. Essere al Napoli per me è una grandissima gratificazione soprattutto umana". Il popolo azzurro è contento ed i giocatori avvertono che c’è la voglia di vincere e fare meglio dell’anno scorso. C’è un solo risultato disponibile…

E’ il turno di Giandomenico Mesto, uomo ovunque di Benitez, uomo di fiducia dello scacchiere azzurro. "Non abbiamo paura di nessuno, c’è grande rispetto per le squadre avversarie ma penso che anche Juve e Roma pensino questo di noi. Il Napoli sta seguendo un progetto di continuo e costante miglioramento e tutti ci teniamo a guardare al massimo obiettivo. Crediamo di poter ancora crescere e possiamo puntare al vertice. L’anno scorso ho avuto l’infortunio più grande della mia carriera ma mi è servito per fortificarmi e recuperare la condizione in pochi mesi. Adesso sono carico e pronto per dare il massimo. Sono cose che fanno parte del calcio, ma sapevo che l’unico modo per tornare al top era lavorare tanto e ringrazio il Napoli e lo staff medico per il grande sostegno che mi hanno dato".

Un po' di Brasile nel Napoli c’è già, aspettando il rientro di Enrique ed è rappresentato da Jorginho: "L’anno scorso sono arrivato a gennaio ma subito tutti mi hanno aiutato ad integrarmi. Ringrazio la squadra e Benitez per il grande apporto che mi hanno dato al mio primo anno al Napoli. Credo che dopo la buona stagione passata possiamo ancora fare meglio, siamo tutti mentalmente concentrati, abbiamo grandi motivazioni e vogliamo dimostrarlo in campo". La Società ed il mister mi hanno dato tantissima fiducia ed io voglio ricambiare per dare il massimo per i colori azzurri. Avversario in chiave scudetto? Credo che noi dobbiamo pensare a crescere poi chiaramente le squadre più pronte credo siano Juve e Roma. Ma noi ci siamo e vogliamo lottare con tutti contando sulle nostre potenzialità. Il Presidente ha blindato i nostri calciatori più importanti e questo ci dà ancora più forza e sicurezza.

di Francesco Ricciuto

giovedì 17 luglio 2014

Napoli, piazzato il colpo Michu: lo spagnolo è già a Dimaro

Dopo Koulibaly arriva anche Michu. La notizia era nell'aria ma ieri è stato definito l'accordo (prestito con diritto di riscatto nel 2015).  Il calciatore ex Swansea sta raggiungendo proprio in questi minuti il resto della squadra a Verona per poi dirigersi a Dimaro, in Trentino, per il ritiro pre-campionato. Potremmo già vederlo in campo nell'amichevole contro il Barcellona fissata per il 6 agosto a Ginevra. Oppure per quella al San Paolo contro il PSG fissata per il giorno 11 dello stesso mese. Vediamo più nel dettaglio il nuovo acquisto di del Napoli:  Miguel Pèrez Cuesta "Michu".

Spagnolo originario di Oviedo. Alto 190 cm. Nato il 21 marzo 1986. Tra le sue doti principali, che poi è una peculiarità che Rafa Benitez adora,  c'è quella di saper coprire diversi ruoli. Può giocare, infatti, sia come centrocampista che trequartista. Ed il suo grande fiuto per il gol lo porta a giocare finanche come attaccante puro (vice Higuain per intenderci). Lo Swansea, ultima sua squadra prima di approdare a Napoli, lo ha acquistato dagli spagnoli del Rayo Vallecano per 6 milioni di euro con diritto di riscatto (2.5 milioni). Ha giocato anche nel Celta de Vigo e nel Real Oviedo. In quest'ultimo ha giocato dal 2003 al 2007: 103 presenze e 13 reti. Dal 2007 al 2011 nel Celta Vigo totalizzando 140 presenze e 27 gol. Dal 2011 al 2012 nel Rayo Vallecano: 39 presenze e 17 gol.  Dal 2012 al 2014, come detto, nello Swansea: 67 presenze e 28 gol. 


Il Napoli lo ha preso come vice Higauin. O sarebbe meglio dire anche come vice Higuain. Conosciamo benissimo le idee del tecnico partenopeo e la sua capacità di far rendere i calciatori in più ruoli. Quindi non è da escludere che nel corso della stagione lo vedremo coprire più parti del campo come successo ad Henrique ad esempio. Dalle statistiche si può notare subito che ha il gol facile. Nell’ultima premier League è stato il miglior giocatore per rendimento in campo. Il Napoli lo ha preso con la formula dell’opzione di riscatto: 1.2 milioni + 7.5 (per il riscatto). Vanta una presenza nella nazionale spagnola. L’11Ottobre 2013, infatti, fece il suo esordio giocando 57 minuti contro la Bielorussia. Nel video che segue c'è una breve presentazione per vedere il nuovo giocatore del Napoli in azione!


di Francesco Ricciuto



mercoledì 16 luglio 2014

Napoli, accoltellato un altro tifoso romanista

Ancora un altro romanista ferito. Se ricollegabile alla tremenda vicenda di Ciro Esposito non si sa.  Speriamo fortemente di no. Così come lo speravamo per l'altro episodio avvenuto in centro storico sette giorni fa (leggi qui), e che in effetti sembra ricollegabile ad episodi di delinquenza locale e nient'altro. Ce lo auguriamo noi ed anche la famiglia del tifoso azzurro che più volte ha ribadito il concetto "nessuna violenza e nessuna vendetta in nome di Ciro". Gli ultras delle Curve del San Paolo, in occasione del ferimento del tifoso romanista in centro, avevano fatto sapere di non entrarci nulla. Che stanno rispettando, e lo faranno sempre, i familiari di Ciro ed il dolore che si portano dentro. Ragionevolmente dobbiamo pensare che anche con l'episodio accaduto ieri alle 15.30 nei pressi della stazione centrale non c'entrano nulla.

Stando a quanto riportato da Il Mattino, ieri alle 15.30 Rodolfo Pianigiani (questo presumibilmente il nome dell'aggredito) sarebbe stato colpito con un'arma da taglio appena fuori la Stazione Garibaldi. Poco dopo il suo arrivo a Napoli. Il trentacinquenne si stava intrattenendo con un gruppetto di giovani una decina di metri al di fuori della stazione. I ragazzi avrebbero iniziato ad insospettirsi sentendo l'accento romano. Quindi gli avrebbero chiesto le sue origini e conseguentemente la fede calcistica. Sentendo che tifava Roma, uno di loro lo avrebbe colpito con una coltellata di striscio pronunciando la frase "questo è per Ciro" per poi dileguarsi rapidamente prima dell'arrivo dei soccorritori del 118. Questa la ricostruzione dell'uomo ai medici del 118 e poi alla Polizia allertata dallo stesso ospedale. Dopo essere stato curato al Loreto Mare e dimesso dopo un paio d'ore con una prognosi di cinque giorni, Pianigiani è sparito dalla circolazione.

Uscito dal nosocomio, si sarebbe eclissato facendo perdere le sue tracce. La vittima sarebbe salita nuovamente su un treno per tornarsene a Roma. La Digos che sta investigando sul caso, oltre a non confermare (nè smentire) nulla su tutta questa vicenda, si è messa sulle sue tracce per verificare l'attendibilità del giovane romanista per poi individuare i colpevoli. Ad ogni modo, gli agenti della Digos sembrano intenzionati ad escludere che il ferimento sia da collegare alla rivalità tra le tifoserie

di Giuliano Bara 

martedì 15 luglio 2014

Napolimania: "Mertens e Zuniga i migliori azzurri al Mondiale"

Finito il Mondiale, proviamo a fare un bilancio dei nostri azzurri presenti in Brasile con le rispettive nazionali:

Spagna, Pepe Reina e Albiol, voto 6:
Impiegati pochissimo da Del Bosque. Hanno potuto solo assistere inermi alla disfatta delle prime due partite. Si sono riscattati alla grande nell’ultima, seppur inutile, vittoria contro l’Australia.


Algeria, Ghoulam voto 6:
Quando è stato chiamato in causa ha dimostrato quello che di buono abbiamo visto a Napoli. Preciso ed attento in difesa, una spina nel fianco nelle ripartenze...quando però si ricorda che può essere pericoloso.

Belgio, Mertens voto 7:
Il folletto belga ha confermato di essere una gran bel giocatore. Utile sia a destra che a sinistra, può risolvere la partita quando vuole. Nelle ultime partite ha sofferto il dualismo con Hazard.

Argentina, Higuain voto 6.5; Fernandez voto 6: 
Sono arrivati in finale, Higuain ha avuto l’occasione della vita per sbloccare il risultato contro i tedeschi ma l'ha mancata. Ha realizzato un solo gol, peraltro importante per la qualificazione. E' stato cercato poco dai compagni ma è stato ugualmente utile nel fare reparto da solo creando spazio per i giocolieri Messi, Lavezzi e Di Maria. Fernandez ha giocato all’inizio e non ha sfigurato, Sabella ha preferito i suoi fidati. Poteva essere utile nel gioco aereo sia in attacco che in difesa. Ad ogni modo ha confermato l'enorme crescita vista già a Napoli da quando è arrivato Rafa Benitez.

Svizzera, Inler, Bherami e Dzemaili: voto 6.5:
Il terzetto svizzero si è comportato alla grande. Inler è stato sempre al centro del gioco. Sempre presente sia fisicamente che atleticamente, cosa che è mancata nel Napoli in diverse occasioni. Ha costruito un bel gioco utile alla sua squadra. Bherami è il solito gladiatore, non molla un solo centimetro. Un mastino, dove c’è il pallone c’è lui. Dzemaili ha giocato solo 54 minuti. Ha realizzato un gol e, c'è da scommetterci, il suo pensiero fisso è quel palo preso al 120° minuto contro l’Argentina che mandava le due squadre ai calci di rigore.

Colombia, Zuniga voto 7; Armero (ora dell'Udinese) voto 6.5:
Si è rivisto quello di due anni fa. Instancabile sulla fascia, scorribande e terrore ogni volta che si proponeva. Sempre titolare. Il fallo su Neymar non è stato cattivo ma la stampa lo ha massacrato togliendogli la gioia di essere stato uno dei protagonisti della sua Colombia. Armero è sembrato in forma. Non ce lo ricordavamo così a Napoli. Soprattutto nelle primissime partite, oltre ad andare in rete, ha coperto bene la fascia in difesa come nella metà campo avversaria quando aiutava i compagni. Per lui un discreto Mondiale.

Italia, Insigne senza voto:
Lorenzo ha pagato le cattivissime scelte di Prandelli. Buttato in mezzo al campo senza nessun senso e con solo la speranza che inventasse qualcosa. E' stato alla mercè degli avversari suo malgrado. Dovrà rimboccarsi le maniche e far vedere che l’ultimo Insigne visto nel Napoli a fine stagione, può essere di grande aiuto alla Nazionale.

Cile, Vargas voto 6:
Oggetto misterioso a Napoli, protagonista nelle prime partite con il suo Cile. Ha trovato il gol e ha giocato alla grande l'inizio del Mondiale salvo poi perdersi contro formazioni di livello più alto.

di Francesco Ricciuto

lunedì 14 luglio 2014

Disastro Sabella, due mosse mettono ko l'Argentina

Rio de Jainero, Stadio Maracanà: Germania–Argentina 0-1, 113' Gotze.

La Germania è campione del mondo per la quarta volta. Sconfitta l’Argentina grazie ad un gol di Mario Goetze a 7 minuti dalla fine del secondo tempo supplementare. Da come era iniziata la partita, tutto immaginavamo tranne la vittoria dei tedeschi. Higuain (6.5) e Lavezzi hanno messo in difficoltà la retroguardia avversaria in più occasioni. Gli argentini hanno chiuso tutti gli spazi, hanno rallentato il gioco per poi ripartire in velocità. La Germania, al contrario, non riusciva a sviluppare il suo gioco. Sempre dietro la linea della palla e a rincorrere gli avversari. E sono arrivate anche diverse buone occasioni. Una su tutte: passaggio smarcante di Lavezzi, Higuain si ritrova faccia a faccia con Neuer ma spreca in malo modo mandando il pallone fuori e di tanto. Messi sembra attivo, si propone con due giocate delle sue. Fraseggia di frequente con l'attivissimo "Pocho" che riesce anche a mandare in gol, con un cross dalla destra, Gonzalo Higuain. Gioia per il napoletano che però resta strozzata in gola in quanto il guardalinee gli sventola un fuorigioco evidente. Mascherano un baluardo davanti alla difesa, dal lato suo non passa nemmeno il vento. Lavezzi accorcia e riparte come gli abbiamo sempre visto fare.

Ti aspetti che l’erede di Diego, Messi, metta la sua zampata. Invece più passa il tempo e più si estranea. Viene fuori la solita voce che prima, durante e dopo la partita abbia avuto vomito. Non regge la pressione di un’intera nazione? I troppi paragoni con Maradona lo affossano invece di galvanizzarlo? Fatto sta che quello che gli "albiceleste" si aspettano da lui non si vedrà per tutta la partita. Inizia il secondo tempo e si ha il sentore che Sabella, abbia perso la lucidità giusta per affrontare la partita. Inspiegabilmente tiene fuori Lavezzi e mette dentro Aguero. Inutile per tutto il resto della partita così come in quella precedente quando aveva preso il posto di Higuain. L’Argentina sulla fascia non spinge più, non è più pericolosa. Seconda mossa "strana": fuori Higuain e dentro Palacio! Loew "fesso" non è. Toglie un difensore, avanza il baricentro dei suoi ed inizia il lento lavoro ai fianchi degli argentini. Più passa il tempo, più la Germania prende il controllo della situazione. I due nuovi entrati argentini si rivelano inutili sotto tutti i punti di vista. Palacio non incide mai sulle corsie laterali, si accentra sempre pestando i piedi agli altri compagni di reparto. Aguero diventa con Messi l’attaccante centrale. Con il fisico che si ritrova non riesce a spostare di un solo centimetro i difensori tedeschi. E non era poi così difficile immaginarlo.

Non si hanno notizie di infortuni o stanchezza da parte di Higuain e Lavezzi. Non si hanno notizie di Messi. Non si chiariscono le idee circa questi cambi da parte di Sabella. Quando si dice portare una sconfitta sulla coscienza, ecco questo è un caso del genere. Si arriva ai supplementari con la Germania che nelle primissime battute incute terrore a Romero e alla difesa. Poi tutto sembra indirizzarsi verso i calci di rigore. Ed invece...Schurlle, subentrato a Klose, lascia sul posto Zabaleta, mette al centro per Gotze che stoppa di petto e tira a volo ad incrociare superando l'incolpevole Romero. L'orologio segna il minuto 113. All'Argentina ne restano sette per tentare il tutto per tutto. Ma praticamente non succede nulla. Il giocatore più criticato dalla stampa tedesca e dal suo stesso mister, regala il titolo mondiale alla Germania. E il paradosso qual è? Messi viene dichiarato miglior giocatore dei mondiali. Si capisce che è stata presa prima dell’inizio della partita, l’Adidas è molto influente in questi casi. James Rodrguez, Mascherano, Robben, e tanti altri giocatori in questo mondiale hanno fatto qualcosa in più. Forse inizieranno a smetterla con i paragoni con Maradona! Altro stile, altra personalità. Altro CAMPIONE. 

di Francesco Ricciuto

Post più popolari